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Bocciata la risoluzione affinchè la Regione E-R sostenga presso il Governo centrale l’annessione della Crimea alla Federazione Russa. Il Promotore Bargi (Lega Nord): “Comportamento assurdo, da funzionari non da politici”

E’ stata discussa mercoledì mattina in Aula di Assemblea Legislativa una risoluzione con la quale si invitava la Regione Emilia Romagna a impegnare il governo centrale per il riconoscimento della Crimea come parte della Federazione Russa, impegno già assunto da altre regione vicine e confinanti, come Lombardia e Liguria ma non solo.
“Conosciamo tutti la storia della penisola di Crimea, della sua spaccatura politico militare con l’Ucraina – ha spiegato il suo promotore, il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Bargi – e l’importanza che essa stessa ha per la Russia, ma anche il peso delle sanzioni economiche introdotte dall’Unione Europea. Dando alcuni numeri, l’Italia ha perso almeno 3,6 miliardi di euro di export, poiché l’export italiano verso la Federazione Russa è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento).
A farne maggiormente le spese, la Lombardia (-1,18 miliardi), l’Emilia Romagna (-771 milioni) e il Veneto (-688,2 milioni), in tutto oltre il 72 per cento del totale del calo dell’export verso la Russia ha interessato questi tre territori, incidendo su comparto manifatturiero, macchinari, abbigliamento, autoveicoli, calzature/articoli in pelle, prodotti in metallo, mobili e apparecchiature elettriche” – ha riepilogato l’esponente del Carroccio.
Ma la risoluzione è stata bocciata dalla Maggioranza dell’Assemblea, sotto la bandiera del PD.
“Era una proposta di buon senso” – attacca Bargi, perplesso. “Urge superare le sanzioni per recuperare almeno in parte i danni già ingenti subiti dalla nostra economia, anche Regioni a maggioranza di sinistra si sono già schierate affianco alla Crimea, e non capisco cosa fermi l’Emilia Romagna. La maggioranza – chiude l’esponente leghista – si sta comportando da funzionario ottuso e poco attento al futuro, anziché da politico oculato. Sono profondamente meravigliato, spero che l’Enta rimugini sulla decisione presa e torni sui propri passi. La Lega porterà avanti in ogni sede opportuna il proprio credo per il bene dell’economia locale e nazionale”.

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