L’assenza di sovranità e il conflitto con la Federazione Russa.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia dei 65 anni del Nato Defence College, in riferimento alla serie di frizioni tra l’Europa, l’Alleanza Atlantica e la Federazione Russa, ha scongiurato un ritorno ai fantasmi del passato, ossia alla cosiddetta “Guerra Fredda”.

Giusto, ma chi alimenta la tensione con la Russia in Italia?

Oggi, 13 Ottobre 2016, una delegazione di consiglieri regionali italiani si è recata in visita nella Repubblica di Crimea, territorio della Federazione Russa -> per volontà dei suoi cittadini (Referendum sull’autodeterminazione votato nel 2014). L’Ucraina si rifiuta di riconoscere l’indipendenza e la validità del quesito referendario, sicchè definisce il territorio di Crimea come “temporaneamente occupato” (dalla Russia). La Repubblica Ucraina aspira all’ ingresso nell’area dell’UE e nell’Alleanza Atlantica, seguendo il medesimo iter di altri paesi dell’Europa Orientale, quindi è del tutto logico che attraverso il Console Generale Dott. Roman Goriainov, tenti di dissuadere i membri della delegazione italiana a compiere il viaggio in un territorio non legalmente riconosciuto dallo Stato ucraino. La lettera inviata dal Consolato Generale di Milano è molto chiara: si viola il Codice Penale d’Ucraina, comma 1 Art. 132. Quindi esiste una responsabilità penale che, per quanto ridicola, ha un significato preciso. .
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Perchè l’Italia, nonostante l’intenso legame politico, economico-commerciale e spirituale-religioso con la Russia, invece di rinsaldare i rapporti (intaccati dalle sanzioni imposte dall’Unione Europea) fa eco alle minacce ufficiali del governo ucraino? Una seconda lettera, questa volta proveniente dal Capo del Dipartimento Affari Regionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, – a seguito delle diffide del console ucraino – sconsiglia lo svolgimento della missione in attesa di riscontri.
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Una calata di braghe nei confronti di Petro Poroshenko? No, l’ennesimo atto di servilismo nei confronti dell’Unione Europea e degli USA, i quali hanno tutto l’interesse ad alimentare la tensione con la Federazione Russa.