di Luca Rossi – Presidente Associazione Culturale Russia Emilia Romagna
Il 6 agosto 2025 è comparso sul portale d’informazione “Vot-tak.tv” un articolo intitolato “ “Divorzio” in italiano. Come la propaganda russa si è radicata in Italia e promuove le narrazioni del Cremlino” firmato da Maxim Privin (1) “Vot Tak” è un sito internet che promuove disinformazione contro la Federazione Russa, a sostegno del regime banderista di Kiev e, ovviamente, contro la Repubblica di Bielorussia. Visionando la pagine web, scopriamo che il portale è una emanazione di BELSAT, canale televisivo in lingua bielorussa di proprietà dell’azienda pubblica polacca Telewizja Polska (TVP). La creazione di BELSAT nasce su indicazione di Agnieszka Romaszewksa-Guzy , fervente anticomunista e russofoba, con un curriculum che include una borsa di dottorato negli Stati Uniti e uno stage presso il “Washington Post”, “Washington Times” e “The New Republic”. Dal 2007 al 2024 la giornalista polacca è stata direttrice di tale organismo di guerra informativa contro la Repubblica Bielorussa, il cui palinsesto include programmi di politica, economia, diritto, istruzione, sport, vita civile e culturale. Vi è spazio ovviamente per l’analisi distorta di eventi mondiali e per la riscrittura della storia bielorussa, in particolare nel periodo della sua incorporazione nel ducato lituano e nella Rzeczpospolita.
Il tutto finalizzato alla destabilizzazione della società bielorussa, così come accaduto nell’agosto 2020, quando gli agenti polacchi di “Belsat” hanno contribuito attivamente alle proteste anti-governative attraverso la divulgazione di notizie false ed il coinvolgimento diretto nelle rivolte di piazza. La replica di contenuti “fake” per sobillare e creare tensione nella società, è stata la principale attività del canale polacco, il quale oltre ad essere intriso di tecniche di manipolazione tipiche della “guerra psicologica”, ha fornito un supporto informativo agli organizzatori del cosiddetto “Belomaidan”(2). Belsat agisce parallelamente ad altri organismi generati in altri contesti (vedi “Radio Liberty”, “ Dožd ”, Ong “Memorial” ecc.) per formare una spessa coltre disinformativa sul Russkij Mir. L’Europa occidentale ha ereditato l’apparato di propaganda direttamente dai Paesi dell’ “Asse Roma-Berlino-Tokio”, adattandolo in base alle esigenze e gli obiettivi della NATO, aggiornando costantemente i programmi e gli strumenti attraverso il quale tenta di penetrare nei Paesi ostili: Russia in testa. Alimentare la paura e la russofobia nelle opinioni pubbliche degli stati europei, serve a determinare una frattura politico-economica e culturale con la Federazione Russa, a gettare le premesse per il riarmo e la prospettiva di una guerra continentale. Isolare le personalità, le associazioni e i movimenti che promuovono la pace e la collaborazione con i Paesi dell’Unione Eurasiatica, rientra appieno in questa strategia, come dimostra l’articolo di Privin, uscito a breve distanza dal mini-dossier di Laura Botti (3) per “Europa Radicale”. Per quanto imprecise le informazioni e le fantasiose ricostruzioni su un presunto network filorusso, l’obiettivo finale di questi report è la repressione di ogni forma di dissenso alle politiche aggressive dell’Unione Europea (e della NATO) , attraverso la realizzazione di una serie di Leggi Speciali che comprometterebbero definitivamente l’Ordinamento Costituzionale dello Stato Democratico. Una forma di Neo-Maccartismo nemica dell’Interesse Nazionale, che si avvale della collaborazione attiva delle Associazioni Nazionaliste Ucraine (Banderiste) sul territorio italiano e della galassia politica neoliberista-europeista.
Non casualmente, il 26 Giugno 2025 sul blog HuffPost (noto fino al 2016 come The Huffington Post) viene pubblicata una intervista a Bill Browder, uomo d’affari anglo-statunitense, il quale lamenta “una sorta di simpatia innata per la Russia in Italia, molto più diffusa che in molti altri Paesi”, indicando come soluzione “la formulazione di una legge (come negli USA) sulla registrazione degli agenti stranieri” (4). Roma però non è Washington, non siamo uno Stato dell’Unione Nord Americana, e i primi a dover essere considerati “Agenti Stranieri” dovrebbero essere tutte quelle personalità che promuovono politiche contrarie all’interesse dello Stato italiano, quindi gran parte della classe politica, dei media e degli pseudo-intellettuali, l’atlantismo trasversale insomma.
Maxim Privin nel suo ridicolo tentativo di comporre un mosaico inesistente dell’influenza russa in Italia, pone in cima alla lista l’Associazione Culturale Russia Emilia Romagna con le sue attività di denuncia delle sanzioni che hanno danneggiato il tessuto industriale regionale, di contrasto alla disinformazione (Mostra sulla ricostruzione di Mariupol) e al revisionismo storico (Articoli sul Holodomor). D’altronde l’Emilia Romagna risulta essere la regione con il record di eventi organizzati (32). Successivamente l’autore passa ad elencare altre Associazioni, Canali Telegram e singole personalità, inventando fantasiosi diagrammi che dimostrerebbero relazioni tra i diversi soggetti, salvo poi concludere che “Vot Tak” non avrebbe trovato collegamenti tra Mosca e la maggioranza dei canali elencati, ammettendo che molti autori “prenderebbero personalmente posizione a favore della Russia promuovendola tra gli italiani”.
Qualora non si riesca a gettare fango sui cosiddetti filorussi, descrivendo inesistenti trame, si giunge all’incomprensione del fenomeno, talvolta descrivendolo come una malattia (Vedi “la peste putiniana”). Non si vuole assolutamente conferire legittimità ad una serie di posizioni politiche che ormai riscuotono il consenso della maggioranza della popolazione italiana, ma si punta ad un’ulteriore stretta autoritaria.
(1) https://vot-tak.tv/88153183/propaganda-kremlya-v-italii
(2) https://www.sb.by/articles/algoritmy-poiska-istiny.html?amp=1
(3) https://europaradicale.eu/wp-content/uploads/2025/07/DOSSIER-PESTE-PUTINIANA.pdf
(4) https://www.huffingtonpost.it/esteri/2025/06/26/news/bill_browder_putin_russia-19520876/
