di Geronta Paisios Kareotis ed Epifanio Monaco Kapsaliota
In che cosa, alla fine, si sono sbagliate le persone che ragionano logicamente, le quali dai nemici prezzolati della verità vengono chiamate “complottisti”, mentre non hanno fatto altro che constatare fatti inconfutabili, dal momento che gli stessi fatti gridano da soli e dimostrano la verità delle affermazioni?
È stato dimostrato il disegno criminale e l’attuazione della pandemia di Covid-19, costruita dalla super-élite, che continua a “mietere” le vittime delle vaccinazioni?
Sì.
È stata dimostrata l’organizzazione criminale, da parte dell’Occidente e di Israele, dell’estremismo armato islamico terrorista sunnita, con esempio principale quello dello “Stato Islamico” e delle organizzazioni che da esso sono derivate?
Sì.
La prova? Non hanno mai colpito obiettivi israeliani (in quanto islamisti – teoricamente – avrebbero dovuto essere il loro primo obiettivo), mentre hanno sempre combattuto le forze che si opponevano a Israele e al sionismo espansionista, cioè la Siria di Assad, l’Iran ecc.
Il fantoccio, terrorista, decapitatore “presidente” della nuova Siria, al-Jolani, non appena sono iniziate – in violazione di ogni nozione di diritto internazionale – le operazioni militari di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, si è affrettato a dichiarare il proprio pieno sostegno ad esse, permettendo l’uso dello spazio aereo siriano (fattore decisivo per gli attacchi aerei contro l’Iran), cosa che non è mai avvenuta ai tempi del “cattivo dittatore” Assad, cioè dell’uomo che proteggeva le minoranze religiose, tra cui anche quella ortodossa, che oggi, abbandonate dall’“sensibile” ai diritti umani Occidente, vengono massacrate dai cannibali di Jolani.
È stato forse dimostrato che il problema migratorio è stato progettato e attuato dall’Occidente affinché le società – soprattutto europee – arrivassero a odiare l’“Islam”, poiché insieme ai flussi di profughi hanno deliberatamente trasferito anche i “loro uomini”, cioè i terroristi dello Stato Islamico, i quali hanno agito affinché l’opinione pubblica si orientasse a favore di Israele e del sionismo, che, come vergognosamente viene presentato dai media venduti e dalla propaganda di ogni tipo, costituirebbe il “salvatore” della civiltà occidentale (dell’anomalia, della pedofilia, dello sfruttamento, della menzogna) e la “diga” contro cui si infrange l’“Islam”.
Sì, è stato dimostrato.
Tutta questa macchinazione permette la realizzazione del progetto del “Grande Israele”?
Sì, del resto lo ammette lo stesso primo ministro genocida di Israele, M. Netanyahu, rivelando esplicitamente che l’obiettivo è il “Grande Israele” (visione costante del sionismo), così come che l’attacco finale contro l’Iran costituisce la realizzazione di un sogno di quarant’anni…
La super-élite finanziaria con sede principale negli Stati Uniti, nel suo tentativo di rimanere il sovrano nascosto (e sostanziale) del pianeta, ha completamente “tolto la sicura” (cosa che ormai lo stesso popolo americano ammette per primo, riconoscendo che il proprio paese si trova sotto una sorta di occupazione). Attacca senza provocazione, uccide, rade al suolo, mostrando all’umanità sbalordita che il diritto internazionale e la morale per essa non significano nulla, sono lettera morta. Immaginano l’umanità come formiche, che possono liberamente (e per divertimento) calpestare.
Del resto, il gigantesco scandalo del finanziere ebreo-americano Epstein, l’“uomo” della famiglia Rothschild, come risulta dai documenti trapelati, che a quanto pare coinvolgono anche l’attuale presidente degli Stati Uniti nelle sue realmente disumane implicazioni, ha rivelato ciò che soltanto i “complottisti” sostenevano: che la super-élite finanziaria era ed è sempre stata satanista (nel senso letterale del termine), con totale disprezzo per la vita umana, e anzi nella sua forma più innocente: quella del bambino. Infatti, negli Stati Uniti, con un’accettazione quasi generale, la super-élite viene ormai apertamente chiamata élite Epstein (Epstein class).
È stato forse casuale che tra i primi colpi all’interno dell’Iran (uno Stato che non ha mai attaccato un paese vicino e non ha mai condotto una guerra offensiva) vi sia stato l’attacco a una scuola femminile, che ha ucciso 170 studentesse innocenti? Certamente no! Le persone intelligenti comprendono che i satanisti che muovono i fili hanno compiuto un “sacrificio” al dio di questo secolo, il dio che adorano… Esagerazione? I raccapriccianti dettagli dei rituali disumani rivelati nel gigantesco scandalo Epstein ce lo confermano…
Davvero, l’Occidente così loquace quando si tratta dei diritti umani in altri casi (si veda ad esempio il caso dell’Ucraina), che cosa ha dichiarato riguardo a questo atroce attacco? Nulla. Quante “lacrime” ha versato? Nessuna. Ha condannato, come immorale e terroristico, il massacro delle ragazze innocenti? Certamente no… Anzi, i subordinati occidentali di Stati Uniti e Israele (vedi l’Unione Europea, eccetto la Spagna) hanno mostrato un’audacia senza fondo, chiedendo all’Iran, vittima dell’attacco, di mostrare “moderazione”!
Ormai, la miserabile ipocrisia dell’Occidente provoca davvero disgusto:
«ἐγενήθητέ μοι εἰς πλησμονήν, οὐκέτι ἀνήσω τὰς ἁμαρτίας ὑμῶν» (Is 1,14).
L’insensibilità collettiva, il panedonismo nichilistico e l’insaziabile avidità che lo caratterizzano, la strategia di creazione di un “caos controllato” che esercita e che distrugge paesi, società e civiltà, sono ormai ciò che caratterizza l’Occidente decadente e moralmente fallito. Quando non può intervenire militarmente, crea ambienti di distruzione economica controllata che conducono i paesi-obiettivo all’instabilità interna, alla violenza e alla dissoluzione.
La violenza dell’attacco contro l’Iran fa impallidire l’attacco degli Stati Uniti e della NATO contro la Serbia, e dimostra che l’Occidente collettivo è fedele al piano di dissoluzione dei suoi nemici, un piano che era stato descritto già nel 1993 dal noto politologo Samuel Huntington (Samuel Huntington) nella sua celebre opera “Lo scontro delle civiltà”:
Durante la Guerra Fredda, il conflitto avveniva tra l’Occidente capitalista e il blocco comunista orientale. Oggi, però, è più probabile che esso si verifichi tra le principali culture mondiali: sette esistenti – (i) occidentale, (ii) latino-americana, (iii) islamica, (iv) cinese, (v) indiana, (vi) ortodossa, (vii) giapponese – e una possibile ottava (viii) africana.
Ci soffermiamo in particolare sul caso dell’Iran, poiché costituisce (ancora) un esempio che ci permette di commentare ciò che l’Occidente provoca in un paese di particolare valore culturale (i Persiani sono un popolo antichissimo), il quale resiste alla sottomissione e all’assimilazione del proprio popolo, impedendo la sua trasformazione in “scoria” da aggiungere al miscuglio planetario dei consumatori, dei rifiuti occidentali di ogni genere, che alcuni osano persino chiamare “civiltà”…
Ciò che l’Occidente teme è la disposizione al martirio. Una disposizione che disprezza una “vita” da animale irrazionale trascinato dai propri desideri carnali, senza ideali e senza fede, una “vita” egoistica di edonismo individualistico che disprezza principi e valori. E l’Iran possiede questa disposizione… Guai poi a tutti noi che vogliamo chiamarci cristiani ortodossi, che crediamo veramente di adorare l’unico vero Dio, di possedere l’unica vera fede, che – teoricamente – siamo i discendenti spirituali dei martiri e dei confessori di questa vera fede, il cui tratto caratteristico principale è proprio questa disposizione al martirio, che ormai in larga misura abbiamo perduto…
Qui, ricordiamo anche ciò che è accaduto ai paesi che avevano resistito all’Occidente, soprattutto agli Stati Uniti, ma che alla fine sono stati sconfitti, come ad esempio i paesi dell’Europa orientale: non appena furono “liberati”, vennero immediatamente corrotti nel modo peggiore.
In verità, chi ricorda che in questi paesi prima non esisteva la prostituzione, tanto meno una “industria pornografica”? E ora…? Ora le donne di questi paesi (così come le sventurate ragazzine minorenni, vedi Ucraina) diventano oggetto del commercio della “carne bianca”, con principali “importatori” gli Stati Uniti e l’Europa occidentale…
Prima di passare al significato degli eventi per la Grecia, una osservazione riguardo all’“Islam”. Come è già stato detto, la migrazione verso l’Europa, per quanto riguarda le popolazioni musulmane, è stata mirata e faceva parte di un progetto complessivo. Tuttavia i media venduti facevano sempre un riferimento indistinto all’“Islam” in generale quando si trattava di attentati terroristici. Come se gli scandali di pedofilia del Vaticano riguardassero il cristianesimo e non il papismo…
Ma gli attentati erano compiuti da membri dello Stato Islamico, che è un ramo estremo dell’Islam sunnita e non di quello sciita. Qatar e Arabia Saudita – è stato dimostrato oltre ogni dubbio – erano (e rimangono) i sostenitori dell’estremismo terroristico sunnita, che ebbe come prima vittima la Siria di Assad. Da queste entità terroristiche è emerso anche al-Jolani, che – a quanto pare – ora “si pente”…
La Siria fu colpita perché era il più fedele alleato dell’Iran, il quale l’ha aiutata ad affrontare le orde del jihad sunnita globale (i terroristi provenivano da oltre 50 paesi!). Un jihad i cui combattenti feriti venivano ospitati negli ospedali militari israeliani, cosa che da sola costituisce la prova più inconfutabile dei percorsi sotterranei tra l’estremismo sunnita e il sionismo…
L’Iran, aiutando la stabilizzazione della Siria (2013), abbiamo visto con prove tangibili chi ha aiutato: tra le altre minoranze, ha aiutato anche le popolazioni ortodosse che avevano già iniziato a essere direttamente oggetto di genocidio da parte delle orde fanatiche dei terroristi sunniti. I cristiani ortodossi siriani combatterono fianco a fianco con gli sciiti libanesi (Hezbollah) e con gli iraniani. Nel periodo 2013-2015, le immagini provenienti dalla Siria mostravano gli ortodossi che festeggiavano e ringraziavano gli sciiti per la liberazione delle loro regioni e per il ritorno delle sacre chiese nelle loro mani. Immagini che non furono mai mostrate nei media “greci” prezzolati (sionisti)…
Perché – sia pure brevemente – ricordiamo queste cose? Perché in Occidente (al quale purtroppo ormai “apparteniamo”) le accuse contro l’estremismo islamico terroristico non sono mai state collegate alle sue fonti: soprattutto il Qatar e l’Arabia Saudita, ma venivano attribuite indistintamente all’“Islam”. E quando venne il momento opportuno, come “terrorismo islamico” viene indicato esclusivamente l’Iran. L’Iran che non ha mai attaccato un paese vicino, mentre al contrario subisce continuamente attacchi; l’Iran che ha aiutato la resistenza contro il jihad islamista in Medio Oriente; l’Iran che non ha mai attaccato l’Europa diffondendo il terrorismo; l’Iran che è profondamente odiato dagli Stati Uniti, dalle corrotte e perverse leadership (lo scandalo Epstein lo conferma) dei paesi arabi del Golfo Persico e dal sionismo israeliano.
Per quanto riguarda noi.
L’Occidente ha distrutto la Grecia, consegnandola (con l’aiuto dell’élite economica e politica interna, traditrice – e non solo) nelle mani della super-élite finanziaria (che tutti sanno chi sono…), distruggendo tutto: società, economia, valori. Alla fine è stata consegnata anche al sionismo, costituendone la “profondità strategica”, mentre allo stesso tempo le infrastrutture strategiche più critiche del paese (che ormai è stato trasformato in un semplice “spazio”), soprattutto quelle militari, sono passate sotto il suo controllo.
Il saggio proverbio popolare dice che “il ferro si batte quando è caldo”. L’Occidente, distruggendo i profondi pilastri dell’identità greca, è riuscito di conseguenza a dissolvere la coesione sociale interna della Grecia, realizzando l’obiettivo che aveva indicato il noto ministro degli esteri americano di origine ebraica, H.
Kissinger (e che più tardi teorizzò S. Huntington):
«Il popolo dei greci è anarchico e difficile da domare. Per questo dobbiamo colpirlo profondamente nelle sue radici culturali. Allora forse si correggerà. Intendo dire che dobbiamo colpire la sua lingua, la sua religione, le sue riserve spirituali e storiche, così da neutralizzare la sua capacità di svilupparsi, di distinguersi, di prevalere, affinché non ci crei problemi nella regione dei Balcani e dell’Oriente, così importante per gli interessi degli Stati Uniti.»
Siamo ormai arrivati al punto che, dopo una propaganda spietata – dei media venduti, degli “esperti” militari e degli “analisti” politici del “patriottismo” natoiano, dei quadri governativi e politici (che qualcuno potrebbe pensare considerino Israele e gli Stati Uniti la loro patria e non la Grecia) – una parte ingenua del popolo greco (la stessa che ha aderito alla narrazione della “pandemia” di Covid e si è affrettata a “vaccinarsi”, diventando di fatto una cavia per una terapia genetica sperimentale) arriva a sostenere il barbaro e non provocato attacco contro l’Iran (con il quale la Grecia aveva tradizionalmente eccellenti relazioni tra Stati), e perfino a giustificare qualsiasi odioso crimine commesso dai sionisti, poiché – si dice – sarebbe diretto contro l’“Islam” e potenzialmente contro la Turchia…
La peculiare offensiva della propaganda contro la parte più credulona del popolo greco non si è però limitata soltanto a questo. È arrivata a mobilitare desideri profondi dell’anima popolare, che portano con sé un forte carico emotivo, e più precisamente hanno cominciato a parlare di Costantinopoli e di come essa diventerà… greca! Sì, Costantinopoli diventerà greca! La “regalerà” il sionismo ai greci! I greci che, tutti insieme, saranno sì e no 9.000.000, “prenderanno” la città dei 16.000.000! E le profezie si avvereranno! Solo che a realizzarle sarà il Diavolo con le forze del male planetario e di ogni specie di iniquità! Non si sa davvero se piangere o ridere, vedendo come “si gioca con cose con cui non si dovrebbe giocare” con i sentimenti e i desideri della gente semplice.
Naturalmente, coloro che ingenuamente sostengono Israele e gli Stati Uniti e ascoltano la propaganda che da essi proviene non dovrebbero dimenticare anche la seguente affermazione di Kissinger:
«Può essere pericoloso essere nemico dell’America, ma essere suo amico è disastroso.»
Allo stesso tempo, esistono anche i sostenitori non ingenui del sionismo luciferino: coloro la cui volontà è la piena e totale dissoluzione dell’identità greca – romea, orientale – e la sua sostituzione con quella occidentale. Arriviamo così all’apice della corruzione, del collaborazionismo e della servile sudditanza filo-occidentale: l’equiparazione dei “mullah” e dei “preti” da una parte, e della liberale Occidente dall’altra. Gli spudorati e senza limiti né condizioni fanatici sostenitori dell’Occidente, nei loro commenti, descrivono ormai apertamente quello che, secondo loro, è il problema: la religione e il suo ruolo nella vita pubblica del paese, un paese che la loro stessa posizione traditrice ha trasformato in un semplice “spazio”. Emblematico è il commento di questo tipo di “greco”: «Il problema sono i mullah e i preti. Magari sparissero. Il mondo diventerebbe migliore.»
Colpisce naturalmente l’omissione dei rabbini. Lì, a quanto pare, non esiste alcun problema… L’obiettivo è più che evidente. Il problema è la religione, quando essa impedisce la “liberalizzazione” delle società, cioè la loro trasformazione in merci…
Nel tentativo organizzato di manipolazione che queste forze scatenano, vengono presi di mira indistintamente tutti coloro che non sostengono la narrazione ufficiale sionista: vengono accusati di essere antipatrioti, traditori, filoturchi, agenti dell’Iran o della Turchia, ammiratori dell’islam, stalinisti, “complottisti”, fanatici religiosi, “pretaglia” ecc., con ogni sorta di epiteti.
Aggiungono perfino questo: «Se vi piacciono i mullah, andate in Iran, qui è Occidente!» L’obiettivo è evidentissimo: la completa espulsione di tutto ciò che resiste, cioè dello spirito martiriale di resistenza alla tempesta occidentale.
Con “tempesta occidentale” intendiamo l’adozione dei “valori occidentali”, cioè una corruzione transumanista della natura e della dignità umana a tutti i livelli: spirituale, politico, economico. Che lo vogliamo o no, questi tre livelli si intrecciano, e la resistenza necessaria deve essere totale e non fermarsi a uno solo di essi, ignorando gli altri due. Né, naturalmente, la resistenza alle forze della secolarizzazione occidentale sfrenata e livellatrice deve limitarsi a livello locale, ignorando le sofferenze e la distruzione che subiscono altri popoli, altre civiltà, altri paesi…
E un ultimo commento sul (certamente prevedibile) silenzio delle leadership ecclesiastiche. Chiediamo: il carattere eretico del cosiddetto “cristianesimo sionista” verrà mai denunciato, oppure rimarrà intoccabile perché costituisce la grande massa degli evangelici americani, controllata dalla potentissima lobby ebraica negli Stati Uniti (come del resto lo stesso Trump)? Le loro dottrine teologicamente infondate e pericolose verranno mai esaminate? I crimini compiuti in nome di tali pseudo-credenze cristiane (che realizzano le più grandi contraddizioni, cioè la distruzione nei paesi presi di mira delle stesse “valori”, a favore di un livellamento mercantile) saranno mai condannati, oppure le sensibilità si fermano solo dove l’Occidente decide (si veda ad esempio il ruolo assunto dal Fanar nella questione ucraina, dove continuamente corre a sostenere i neonazisti di Kiev)?
E infine un’ultima domanda: i “valori occidentali” del degrado, della distruzione e della morte sono compatibili con l’Ortodossia? Se no, saranno condannati?
Domande retoriche, e facili le risposte…
Noi ci limiteremo semplicemente a osservare che, in questi momenti critici che l’umanità sta attraversando, l’equidistanza che alcuni mantengono tra il potentissimo carnefice e la debole vittima significa tolleranza e accettazione di ciò che compie l’Asse del Male. Nulla di meno, nulla di più.
